Andrea Mazzero

Odontoiatra libero professionista · Alta Marca Trevigiana

Linee guida endocardite

29-08-2025 · Andrea Mazzero · ⏱︎ 7 min
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Linee guida ESC 2023 per il trattamento dell'endocardite

Odontoiatria e Endocardite Infettiva: linee guida per la profilassi antibiotica. Un vademecum sulle linee guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) del 2023.


Definizione di endocardite infettiva.

L’endocardite infettiva (EI) è una malattia causata da un’infiammazione che coinvolge le valvole cardiache native o protesiche, l’endocardio murale, un difetto settale o un dispositivo cardiaco impiantato; spesso l’EI è causata da batteri (streptococchi orali, S. aureus, E. faecalis, ecc) in misura minore da funghi e protozoi. L’EI è piuttosto comune, con un’incidenza stimata di 13.8 casi ogni 100.000 soggetti e un’elevata mortalità, pari a 0.87 decessi ogni 100.000 abitanti.


Ruolo del dentista.

La prevenzione dell’EI coinvolge direttamente il team odontoiatrico: fra le porte d’ingresso più frequenti per i batteri/miceti responsabili della malattia vi sono le infezioni orali, cutanee e del sistema gastro-intestinale o genito-urinario, l’abuso di stupefacenti per endovena e l’esposizione a cure sanitarie invasive. In particolare, il cavo orale ha una flora commensale rilevante, tra cui gli streptococchi orali, e le procedure di chirurgia orale e odontoiatriche che comportano la manipolazione delle gengive o dei tessuti periapicali dei denti sono considerate ad alto rischio di batteriemia. Si noti che la presenza di S. aureus è documentata anche nelle protesi mobili dei pazienti che non vengono pulite e igienizzate regolarmente.


Utilità della profilassi antibiotica.

La profilassi antibiotica, come concetto, si basa sul presupposto che prevenendo lo sviluppo della batteriemia associata a procedure mediche si abbia un ridotto rischio di EI. Tuttavia, la batteriemia può essere causata anche da attività quotidiane, come l’uso dello spazzolino o del filo interdentale, dalla masticazione e, sebbene siano batteriemie di basso grado, possono verificarsi ripetutamente al punto da rappresentare un rischio di batteriemia addirittura superiore a quello associato a procedure odontoiatriche. La letteratura non è univoca nel definire il beneficio di una terapia antibiotica in tutti i soggetti a rischio di EI: revisioni sistematiche e metanalisi riportano dati contrastanti, tuttavia è dimostrato è che la profilassi antibiotica nei soggetti ad alto rischio si associa ad una riduzione significativa dell’incidenza di EI dopo procedure odontoiatriche invasive, come estrazioni e altre procedure di chirurgia orale.


Pazienti ad alto rischio di EI.

I soggetti ad alto rischio di EI appartengono a 4 categorie: pazienti con pregressa EI, pazienti con protesi valvolari o con difetti valvolari riparati, pazienti con cardiopatie congenite, pazienti con dispositivi di assistenza ventricolare. I dettagli sono riassunti nella tabella sottostante.


Pazienti ad alto rischio di EI
Pazienti con pregressa EI Sono i più a rischio, spesso hanno protesi valvolari oppure sono tossici per endovena o hanno EI da stafilococchi
Pazienti con protesi valvolari impiantate chirurgicamente o via transcatetere o con difetti valvolari riparati con materiale protesico Pazienti con EI su valvola protesica hanno una mortalità ospedaliera doppia rispetto a chi ha un’EI su valvola nativa e sviluppano più complicanze. Pazienti con bioprotesi mitraliche e aortiche hanno un rischio di EI più alto delle protesi meccaniche. Pazienti con dispositivi di chiusura di difetti settali o dell’auricola sinistra, graft vascolari, filtri cavali e shunt ventricolo-atriali del sistema venoso centrale sono ad alto rischio nei primi 6 mesi post-impianto.
Pazienti con cardiopatie congenite (escluse le anomalie valvolari congenite isolate) I più a rischio hanno cardiopatie congenite cianogene non trattate o sottoposti a correzione chirurgica con materiale protesico, come condotti protesici o shunt sistemico-polmonare. I pazienti sottoposti a correzione chirurgica o transcatetere di difetti del setto interatriale o interventricolare con materiale protesico non correlato alla valvola sono ad altro rischio per i primi 6 mesi post-interventi.
Pazienti con dispositivi di assistenza ventricolare come terapia di destinazione Come LVAD, ma anche RVAD o BiVAD, sono pompe meccaniche che aiutano il cuore.

Pazienti a rischio intermedio di EI.

I pazienti a rischio intermedio sono quelli con: malattia reumatica cardiaca, malattia valvolare degenerativa non reumatica, anomalie valvolari congenite (come la bicuspide aortica), dispositivi cardiaci elettronici impiantabili (come i pacemaker) e cardiomiopatiia ipertrofica. Nei pazienti a rischio intermedio la profilassi antibiotica non è raccomandata di routine, ma può essere presa in considerazione su base individuale, soprattutto in presenza di altre comorbidità o condizioni che debilitano il paziente.


Misure preventive.

Nei pazienti a rischio intermedio o alto di EI, l’ESC consiglia alcune misure preventive:

  • Eseguire un’igiene orale domiciliare almeno due volte al giorno.
  • Effettuare visite di controllo odontoiatriche e di follow-up almeno una volta l’anno.
  • Curare con antibiotici i focolai di infezione batterica.
  • Adottare rigide misure di controllo dell’infezione nel caso di procedure ad alto rischio.
  • Evitare per quanto possibile l’utilizzo di cateteri venosi e le procedure invasive.

Procedure odontoiatriche a rischio.

La profilassi antibiotica è raccomandata in tutti i pazienti ad alto rischio che devono sottoporsi a procedure odontoiatriche a rischio, come:

  • Estrazioni dentali
  • Chirurgia parodontale
  • Chirurgia implantare
  • Biopsie orali
  • Chirurgia orale in generale
  • Procedure che coinvolgono la regione periapicale (cure endodontiche)
  • Ablazione del tartaro e levigature radicolari
  • Procedure invasive su impianti già esistenti

Regimi di profilassi antibiotica.

La terapia antibiotica deve essere prescritta dall’odontoiatra almeno in tutte le condizioni precedentemente descritte. Va presa in considerazione anche per i pazienti a rischio intermedio, mentre per quelli a rischio elevato è imperativa. Le penicilline sono l’antibiotico di scelta e antibiotici alternativi vanno considerati solo in caso di documentata o sospetta allergia del paziente; lo schema è il seguente:

  • 2g di amoxicillina per os nell’adulto (o 50mg/kg per os per i bambini), da assumere 30-60 minuti prima della procedura.
OPPURE, nel soggetto allergico
  • 2g di cefalexina per os nell’adulto (o 50mg/kg per os per i bambini), da assumere 30-60 minuti prima della procedura.
In alternativa alla cefalexina, è possibile prescrivere macrolidi, come l’azitromicina o la claritromicina, 500mg per os (o 15mg/kg per os per i bambini), da assumere 30-60 minuti prima della procedura. In caso di storia di anafilassi, angioedema od orticaria successivi all’assunzione di penicilline, il paziente dovrebbe evitare le cefalosporine per rischio di cross-reactivity, essendo anch’esse betalattamici, preferendo i macrolidi.